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C’è chi vede i mercatini dell’usato come luoghi senza tempo, uno spazio sospeso ricco di sorprese e oggetti affascinanti. Nella consuetudine quotidiana è ancora forte l’idea di entrare in un mercatino e trovare l’oggetto inconsueto, l’affare e una sorta di riscoperta del tempo passato o del raro. E in effetti questi luoghi magici contengono non solo oggetti, ma anche le loro storie.

Oltre alla visione del pittoresco e dell’inedito oggi scopriamo di più. Il second hand anche in Italia non è solo shopping alternativo, ma sta diventando consuetudine.

L’evoluzione del settore dell’usato sta radicandosi in maniera stabile nel tessuto sociale del paese. La domanda di poter riutilizzare oggetti ancora in buono stato, funzionanti, praticamente nuovi, recuperando parte della spesa d’acquisto iniziale e riducendo gli sprechi, è alla base di una nuova etica del consumatore.

Un oggetto di seconda mano acquista così più valore rispetto ad uno nuovo. Nel momento in cui viene reimmesso in commercio diminuisce la richiesta di produzione di un prodotto nuovo, riducendo l’inquinamento derivato dalla produzione, e favorisce la crescita di un settore economico sostenibile.

Il riuso si fa alternativo al consumismo attraverso la consapevolezza che oggi la produzione di merci ha superato la domanda,  che l’accumulo di beni  inutilizzati è uno spreco e che lo smaltimento è un costo per la collettività. In questo contesto i negozi second hand diventano di tendenza, si specializzano e investono in innovazione. I nuovi imprenditori del riuso sono aggiornati, appassionati e investono sulla valorizzazione delle merci attraverso nuove competenze, tecnologie e il web.

A questo punto, a sostegno della nostra tesi,  non possiamo fare a meno di presentarvi Marco Pirisi, operatore dell’usato cagliaritano, professionista del riuso che ha dato vita ad una delle più significative attività second hand specializzate in articoli sportivi: Sportalo-l’usato per gli sportivi.

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Nel suo negozio si possono trovare solo articoli sportivi di seconda mano, selezionati con cura e professionalità e in grado di soddisfare qualsiasi passione sportiva. Sono articoli recenti che i privati portano per essere rivenduti attraverso il sistema del conto-vendita. Il merito di Marco è quello di aver fatto un investimento di successo non solo imprenditoriale, ma anche culturale. Ci racconta che:

 

La soddisfazione più grande la leggi nella faccia della gente e nei mille complimenti, è il sentirsi dire ‘te lo meriti’ da persone che conosci appena, è l’’espressione del ragazzo che telefona all’ amico per spiegarli che ha scoperto un posto fighissimo o il bambino che porta la sua bicicletta con il padre per venderla e ricomprarsi quella più grande, ma soprattutto è vedere la trasformazione di un sogno in un’idea per poi vederlo diventare un progetto ed infine una realtà.”

Noi di SpazioRiuso.it osservando ed entusiasmandoci per queste realtà virtuose non possiamo che augurarci che il settore economico del riuso, attraverso competenze e innovazione, riesca a sviluppare non solo un cambiamento culturale ma di pari passo uno sviluppo economico più sostenibile ed equo, attento all’ambiente e alternativo all’economia tradizionale.

Meno consumismo e più consumo … forse è la ricetta per uscire dalla crisi insieme.

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“Il mercato dell’usato è la migliore strategia per uscire dall’assuefazione consumistica che ci ha portato a riempire le discariche di rifiuti, modello che oggi non è più sostenibile. ” A. Giuliani

Secondo un’indagine Doxa il mercato dell’usato vale 18 mld di Euro l’anno, l’1% del PIL. I dati diffusi dalla CCIAA di Milanoconfermano che in Italia prosegue il trend positivo (+3,1% di imprese attive in un anno) e cresce il numero di famiglie che comprano usato (dal 16 al 27%). Da quasi 5 anni, Rete ONU (Rete Nazionale Operatori Usato), è impegnata a far conoscere il mondo dell’usato e sensibilizzare le istituzioni sulle potenzialità del riuso consapevole, con l’obiettivo di fare riconoscere istituzionalmente la una figura professionale dell’operatore del riuso che attualmente non è normata.

La consapevolezza crescente che, anche in Italia, il settore dell’usato porterà un importante sviluppo in termini economici, sociali e ambientali, ha reso possibile avviare progetti di formazione e di orientamento al lavoro. La Regione Veneto, attraverso Garanzia Giovani, fondo di investimento a favore di progetti di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro per giovani che non sono impegnati in un’attività lavorativa (Neet), ha approvato e finanziato il corso per diventare Operatori del Riuso; il primo corso per Operatore professionale ai servizi di vendita dell’usato in Italia e in tutta Europa.

Inizia l’11 novenbre 2015 a Mestre-VE, e proseguirà a Verona, il percorso di formazione e avviamento al lavoro promosso da Formaset, Leotron, Rete ONU e Università di Verona, che prevede 800 ore di formazione di cui 160 dedicate ai corsi in aula con un team di esperti per approfondire gli aspetti di gestione di un negozio, di conoscenza dei software, fondamenti di sociologia, analisi del mercato, marketing e nuovi strumenti di comunicazione e 640 ore di tirocinio aziendale presso i mercatini, in particolare nei negozi dell’usato Baby Bazar e Mercatopoli.

La linea evolutiva che sta seguendo il settore dell’usato nel mettere in campo un sistema di competenze innovative e dinamiche sta sempre più diventando una leva importante nel sistema socio-economico del paese. Il mercato del riuso, fondando la propria crescita su un approccio ai consumi più smart, è destinato a generare importanti risultati e nuovi posti di lavoro. La dimensione tecnologica, economica e valoriale dell’usato è il motore per determinare  un passaggio verso uno sviluppo economico, culturale e sociale più sostenibile.

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