mercatini

0 695

C’è chi vede i mercatini dell’usato come luoghi senza tempo, uno spazio sospeso ricco di sorprese e oggetti affascinanti. Nella consuetudine quotidiana è ancora forte l’idea di entrare in un mercatino e trovare l’oggetto inconsueto, l’affare e una sorta di riscoperta del tempo passato o del raro. E in effetti questi luoghi magici contengono non solo oggetti, ma anche le loro storie.

Oltre alla visione del pittoresco e dell’inedito oggi scopriamo di più. Il second hand anche in Italia non è solo shopping alternativo, ma sta diventando consuetudine.

L’evoluzione del settore dell’usato sta radicandosi in maniera stabile nel tessuto sociale del paese. La domanda di poter riutilizzare oggetti ancora in buono stato, funzionanti, praticamente nuovi, recuperando parte della spesa d’acquisto iniziale e riducendo gli sprechi, è alla base di una nuova etica del consumatore.

Un oggetto di seconda mano acquista così più valore rispetto ad uno nuovo. Nel momento in cui viene reimmesso in commercio diminuisce la richiesta di produzione di un prodotto nuovo, riducendo l’inquinamento derivato dalla produzione, e favorisce la crescita di un settore economico sostenibile.

Il riuso si fa alternativo al consumismo attraverso la consapevolezza che oggi la produzione di merci ha superato la domanda,  che l’accumulo di beni  inutilizzati è uno spreco e che lo smaltimento è un costo per la collettività. In questo contesto i negozi second hand diventano di tendenza, si specializzano e investono in innovazione. I nuovi imprenditori del riuso sono aggiornati, appassionati e investono sulla valorizzazione delle merci attraverso nuove competenze, tecnologie e il web.

A questo punto, a sostegno della nostra tesi,  non possiamo fare a meno di presentarvi Marco Pirisi, operatore dell’usato cagliaritano, professionista del riuso che ha dato vita ad una delle più significative attività second hand specializzate in articoli sportivi: Sportalo-l’usato per gli sportivi.

183099_322984811160436_653005007_n

Nel suo negozio si possono trovare solo articoli sportivi di seconda mano, selezionati con cura e professionalità e in grado di soddisfare qualsiasi passione sportiva. Sono articoli recenti che i privati portano per essere rivenduti attraverso il sistema del conto-vendita. Il merito di Marco è quello di aver fatto un investimento di successo non solo imprenditoriale, ma anche culturale. Ci racconta che:

 

La soddisfazione più grande la leggi nella faccia della gente e nei mille complimenti, è il sentirsi dire ‘te lo meriti’ da persone che conosci appena, è l’’espressione del ragazzo che telefona all’ amico per spiegarli che ha scoperto un posto fighissimo o il bambino che porta la sua bicicletta con il padre per venderla e ricomprarsi quella più grande, ma soprattutto è vedere la trasformazione di un sogno in un’idea per poi vederlo diventare un progetto ed infine una realtà.”

Noi di SpazioRiuso.it osservando ed entusiasmandoci per queste realtà virtuose non possiamo che augurarci che il settore economico del riuso, attraverso competenze e innovazione, riesca a sviluppare non solo un cambiamento culturale ma di pari passo uno sviluppo economico più sostenibile ed equo, attento all’ambiente e alternativo all’economia tradizionale.

Meno consumismo e più consumo … forse è la ricetta per uscire dalla crisi insieme.

0 517

“Il mercato dell’usato è la migliore strategia per uscire dall’assuefazione consumistica che ci ha portato a riempire le discariche di rifiuti, modello che oggi non è più sostenibile. ” A. Giuliani

Secondo un’indagine Doxa il mercato dell’usato vale 18 mld di Euro l’anno, l’1% del PIL. I dati diffusi dalla CCIAA di Milanoconfermano che in Italia prosegue il trend positivo (+3,1% di imprese attive in un anno) e cresce il numero di famiglie che comprano usato (dal 16 al 27%). Da quasi 5 anni, Rete ONU (Rete Nazionale Operatori Usato), è impegnata a far conoscere il mondo dell’usato e sensibilizzare le istituzioni sulle potenzialità del riuso consapevole, con l’obiettivo di fare riconoscere istituzionalmente la una figura professionale dell’operatore del riuso che attualmente non è normata.

La consapevolezza crescente che, anche in Italia, il settore dell’usato porterà un importante sviluppo in termini economici, sociali e ambientali, ha reso possibile avviare progetti di formazione e di orientamento al lavoro. La Regione Veneto, attraverso Garanzia Giovani, fondo di investimento a favore di progetti di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro per giovani che non sono impegnati in un’attività lavorativa (Neet), ha approvato e finanziato il corso per diventare Operatori del Riuso; il primo corso per Operatore professionale ai servizi di vendita dell’usato in Italia e in tutta Europa.

Inizia l’11 novenbre 2015 a Mestre-VE, e proseguirà a Verona, il percorso di formazione e avviamento al lavoro promosso da Formaset, Leotron, Rete ONU e Università di Verona, che prevede 800 ore di formazione di cui 160 dedicate ai corsi in aula con un team di esperti per approfondire gli aspetti di gestione di un negozio, di conoscenza dei software, fondamenti di sociologia, analisi del mercato, marketing e nuovi strumenti di comunicazione e 640 ore di tirocinio aziendale presso i mercatini, in particolare nei negozi dell’usato Baby Bazar e Mercatopoli.

La linea evolutiva che sta seguendo il settore dell’usato nel mettere in campo un sistema di competenze innovative e dinamiche sta sempre più diventando una leva importante nel sistema socio-economico del paese. Il mercato del riuso, fondando la propria crescita su un approccio ai consumi più smart, è destinato a generare importanti risultati e nuovi posti di lavoro. La dimensione tecnologica, economica e valoriale dell’usato è il motore per determinare  un passaggio verso uno sviluppo economico, culturale e sociale più sostenibile.

0 507

I Raee sono tutti quei rifiuti che derivano dalla dismissione delle apparecchiature elettriche ed elettroniche che dipendono, per il corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici.

Ma sono proprio tutti da buttare?  Quante volte buttiamo oggetti ancora in buono stato, solo perché per noi non sono più utili? O perchè abbiamo sbagliato un’acquisto?

C’è un nuovo spazio in cui ridare vita e valore ai nostri oggetti: i negozi del riuso!

Ecologitech è un mercatino dell’usato a Nonantola (MO) specializzato in articoli elettrici e di informatica. Uno spazio in cui si possono vendere e comprare ogni sorta di: Smartphone, Pc, Cellulari, TV, radio, aspirapolvere, decespugliatori, tagliaerba, ventilatori, condizionatori, macchina da caffè, impastatrici, monitor, decoder, router, modem, robot da cucina, macchina del pane, xbox, playstation, Wii, lettori dvd, lettori mp3, giochi per console, piccoli elettrodomestici…

Ovviamente tutti funzionanti!

Roberto Rampazzi è il titolare dell’attività e ci racconta il valore e l’utilità che ha il riuso di articoli elettrici di seconda mano.

Roberto, come è nata l’idea di aprire un mercatino specializzato in articoli elettrici?

R.-L’idea nasce con l’obiettivo di creare un’alternativa economica alla crisi, ma soprattutto per fare “ecologia”, e cioè rimettere in uso vecchi o nuovi oggetti elettronici prima di concludere il loro ciclo di vita. E’ inoltre una alternativa per le piccole-medie aziende allo smaltimento delle attrezzature inutilizzate in azienda ma anche per il privato.

In cosa consiste esattamente il tuo lavoro? Che operazioni sono necessarie prima di rimettere in vendita un oggetto elettronico usato?

R.-Diciamo sempre ai nostri clienti di controllare bene l’oggetto prima di portarlo in negozio da noi. L’oggetto per essere rivenduto deve essere completo di tutti i suoi accessori e funzionante. Il mio lavoro consiste nel selezionare oggetti che vengono ancora ricercati e allo stesso tempo controllare che il loro funzionamento sia buono e che sia quindi ancora utilizzabile.

Che tipo di apparecchiature si possono portare in vendita nel tuo mercatino?

R.-Di tutto. Tutto ciò che è elettrico ed i suoi accessori. Come per esempio le playstation ma anche i suoi accessori, giochi ect.

Che cosa guadagna il privato o l’azienda a portare nel tuo mercatino un articolo elettrico o di informatica, invece di smaltirlo all’ecocentro?.

R.-Se un prodotto è funzionante ed ha ancora la possibilità di essere riutilizzato perchè buttarlo? Con Ecologitech si ha la possibilità di metterli in vendita su più canali, in negozio ed online, gratuitamente per 3 mesi. Una volta venduto l’oggetto il privato o l’azienda guadagnerà dal 50% al 60% del prezzo di vendita. A tutto il resto pensiamo noi, dalla pubblicità alla contrattazione ed alla vendita.

Perché un oggetto usato è un’alternativa valida all’acquisto del nuovo?

R.-Beh prima di tutto perchè costa meno. In un momento come questo, tutti sono alla ricerca del risparmio. Acquistare un articolo usato permette di risparmiare circa il 50% o 60% rispetto al nuovo. In secondo luogo, ma non meno importante, il riuso è un alternativa ecologica al consumismo sfrenato.

A tutti quelli che sono diffidenti rispetto all’acquisto di un oggetto elettrico di seconda mano cosa consigli?

R.-A tutti coloro che sono diffidenti nell’acquistare articoli elettrici usati consigliamo sempre, quando possibile, di provare l’articolo direttamente in negozio con l’ausilio del negoziante prima di acquistarlo… funziona sempre!

www.ecologitech.it

info@ecologitech.it

0 677

Qualcuno (noi di SpazioRiuso inclusi) afferma che nei negozi dell’usato si prova un cambiamento culturale ed etico: il passaggio dall’idea di USA E GETTA a quella della SECONDA VITA, della sostenibilità, della cura per le cose e il rifiuto degli sprechi.

Eppure molte delle cose che possediamo e conserviamo spesso hanno per noi un valore legato a ricordi, esperienze, storie e persone.

Ecco che, allora, la vendita del proprio usato (o, peggio ancora, l’usato dei propri cari!) diventa uno spunto per riflettere su noi stessi, sul legame che abbiamo con le cose.

Mettendo in vendita il nostro usato dovremmo ricordare che i nostri affetti, le nostre storie, i nostri ricordi non sono per forza legati agli oggetti; se conserviamo una felpa di qualcuno ormai lontano, tenerla nell’armadio ad ammuffire difficilmente terrà vivi i bei ricordi… se ammettessimo che essi non sono legati alle cose…probabilmente armadi stracolmi e impossibili da chiudere troverebbero finalmente pace…e, attraverso i negozi dell’usato, noi e tanti altri potremmo trarre beneficio.

Sia chiaro, non parlo di svuotar cantine e portare nei negozi dell’usato ogni tipo di cianfrusaglie. Parlo di un libro che ci hanno regalato ma che già avevamo, di un vestito che non abbiamo più occasione di indossare, del bracciale che non ci piace più o delle cose di quando eravamo bambini.

Forse quelle sono le più difficili da cui separarsi, sono spesso legate a pezzi importanti e dolcissimi della nostra vita ma…. proprio il piacere che un bambino prova nell’usare un gioco dovrebbe spingerci a condividere la felicità che noi stessi -o i nostri figli- abbiamo provato utilizzando quegli oggetti. Sempre meglio che lasciarli prender polvere in soffitta.

 E i miei ricordi? quelli li porto con me, senza bisogno di trascinarmi dietro, ogni volta, enormi valigie.

0 523

Ho iniziato a –letteralmente- contare quanti mercatini delle pulci ho incontrato, ultimamente, nei miei  viaggi in Europa ma anche solo in Italia.

Giusto per fare un elenco dell’ ultimo anno:

  • a Lisbona la Feira da Ladra

a Londra, poi, i mercatini vintage sono tantissimi (per citare alcuni dei più noti: il Portobello Road e il Brick Lane Market)

Insomma, ovunque andiamo, ultimamente, volenti o nolenti, incappiamo in un mercato dell’usato. Molti di questi luoghi sono storici, caratteristici delle città in cui si svolgono e prova, duratura, del valore che il riuso ha come pratica (e come salvatasche !).

I mercatini delle pulci sono luoghi antichi delle città, molto spesso considerati identitari e imprescindibili dalla vita stessa di un quartiere. Per questa ragione, e per il fondamentale valore economico dell’ economia dell’usato che oggi stiamo riscoprendo, i mercati storici dell’usato dovrebbero essere riconosciuti come identitari della cultura e della tradizione di un quartiere.

Naturalmente i dubbi che sorgevano, fino a poco tempo fa, su questi luoghi e che tendevano a farne spazi di margine, tra il legale e l’illegale, sono ancora diffusi. Non è raro soffermarsi tra le merci esposte e chiedersi da dove queste provengano. Eppure, in realtà, nonostante l’immaginazione che galoppa, va chiarito che quasi mai gli ambulanti che espongono nei mercatini delle pulci propongono merce di dubbia provenienza. Certo, considerata la legislazione in materia di rifiuti, preparazione al riutilizzo e mercato dell’usato, i venditori ambulanti si ritrovano, spesso, in zone grigie della legislazione.

Ma la diffusione di questi mercati tradizionali e il successo -come spazi economici e sociali- che essi hanno, dovrebbero essere una spinta in più, per le istituzioni, a chiarire norme e regole e a cercare soluzioni che rendano i mercati delle pulci una realtà più trasparente e meno “sommersa”. Al contrario i mercatini in conto vendita, di cui parlavamo qui, sono legalmente e fiscalmente regolati con norme precise, quelle relative alle attività di agenzie d’affari. Per questo motivo è garantita l’assoluta trasparenza e tracciabilità di ogni singolo articolo.

In ogni caso, quello che porterò sempre con me delle giornate perse a passeggiare per questi mercatini (oltre ad una meravigliosa giacca di pelle rossa pagata pochissimo!) è il ricordo delle folle che si incontrano, parlano, scambiano, vendono e comprano e, spesso, si raccontano le storie degli oggetti che passano di mano in mano.

0 485

C’era una volta uno gnomo, che abitava nel bosco.

Il suo compito era proteggere la natura.

Era uno gnomo bambino a cui piaceva tanto giocare. Un giorno però successe una cosa: non riuscì più a entrare nella sua cameretta perchè era piena piena di giocattoli; sul tavolo, negli armadi, sotto il letto, sopra le librerie…non c’era più spazio.

Gnomo Rigioco non sapeva come fare, e si disperava al pensiero di dovere buttare via tutti questi giochi belli, funzionanti e tenuti bene. Decise di chiedere consiglio a Fata Arbolè. “Fata del bosco, cosa posso fare di tutti questi bei giocattoli che non uso più?” Fata Arbolè rispose: “La soluzione è semplice! Se sono giochi tenuti bene, funzionanti e puliti poi fare 3 cose: regalarli ad un amico oppure scambiarli con qualcuno. Esistono anche dei luoghi magici, dove le cose riprendono vita: sono i negozi dell’usato, dove puoi portare tutto ciò che può essere riutilizzato e trasformarlo in una risorsa.”

Gnomo Rigioco tutto soddisfatto tornò a casa felice di avere trovato una soluzione che rispetta la natura.

Puoi scaricare la storia di Fata Arbolè e Gnomo Rigioco qui

Seguici su: