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Il Festival del Riuso  e del Baratto  animerà il bellissimo Parco Piraghetto a Mestre-VE  il 17 aprile prossimo in concomitanza con Corri in Via Piave, la corsa non competitiva di quartiere!
Ti invitiamo a partecipare, insieme ai tuoi bimbi, dalle 10.30 alle 18:00 per dare nuova vita a quello che non usi più!

Come funzionerà?
Potrai portare le cose che non usi più al Festival del Riuso dalle 10.00.
Gli oggetti verranno ritirati secondo il regolamento.
Verranno assegnati dei gettoni che potrai spendere per portare a casa altri oggetti.
Per partecipare ti basta compilare questo modulo.
Ti ricordiamo che prendiamo articoli in buono stato e funzionanti, perchè solo così diamo davvero nuova vita alle cose.
Passeremo una giornata insieme con tante attività, tra cui giochi e laboratori per bambini.

L’associazione culturale Viva Piraghetto,  in collaborazione con gli operatori del riuso Baby BazarMercatopoli e Leotron, ha fortemente voluto che il Festival arrivasse anche a Mestre, all’interno della programmazione primaverile de “Le città in festa” che da aprile a giugno animeranno tutto il territorio comunale, per passare una giornata insieme che sia divertente ma soprattutto educativa e per riqualificare una delle aree della nostra città.
Apertura manifestazione e registrazione dei partecipanti dalle ore 10.00 con consegna della merce Apertura degli scambi dalle 10.30
Chiusura dell’accoglienza alle merci 17.00 Chiusura dell’evento e fine degli scambi alle 18.00
Ritiro della merce per tramite di soggetti onlus operanti sul territorio con destinazione ad operazioni di beneficenza

Cosa aspetti? Scarica il modulo di partecipazione e prepara i tuoi oggetti!
Passaparola … più siamo più ci divertiamo!!!

Ti aspettiamo al Festival del Riuso e del baratto domenica 17 aprile dalle 10.00 alle 17 presso il parco Piraghetto. PASSAPAROLA!

 

 

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La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti o SERR ha come obiettivo il coinvolgimento attivo di cittadini, istituzioni e imprese verso azioni rivolte alla riduzione dell’impatto della produzione di rifiuti e la loro immissione nell’ambiente. Il tema di quest’anno è la dematerializzazione.

“Dematerializzazione” significa usare meno materiali, o nessun materiale, per fornire all’utente le stesse funzionalità.

Fra le 5.286 azioni approvate da #SERR2015  in Italia, la quasi totalità (98%) ha a che vedere con la prevenzione e la riduzione dei rifiuti a monte, in coerenza con la gerarchia europea di gestione rifiuti; un’azione su dieci affronta la tematica del riutilizzo.

Le Giornate tematiche di prevenzione si concentreranno su come fare di più con meno.

Le azioni proposte si concretizzano in due ambiti principali:

  1. Passare dai prodotti ai servizi

cioè condividere e prendere in prestito prodotti, organizzare servizi di gruppo che sostituiscano il possesso individuale.

  1. Migliorare l’utilizzo dei materiali

cioè aumentare l’efficienza dell’utilizzo dei materiali, ma anche riutilizzando prodotti.

La prevenzione dei rifiuti passa attraverso la creazione di una coscienza condivisa sulla necessità di ridurre alla base la quantità di rifiuti prodotti, con azioni che rendano il consumatore cosciente nel momento in cui opera un acquisto, chiedendosi se l’acquisto è veramente necessario per un prodotto nuovo, comprendendo l’impatto che esso ha in termini ambientali, sociologici ed economici.

Un modo per mettere  in pratica tutto ciò è il consumo intelligente: migliorare l’utilizzo di beni già in uso vendendo e acquistando beni materiali nei mercatini dell’usato. Mercatopoli e Baby Bazar hanno aderito alla SERR2015 e questa settimana  saranno a disposizione di tutti i cittadini per fornire informazioni e materiali di consultazione riguardo  ai temi del riuso, del secondhand e di come trasformare ciò che non si usa più in una risorsa nel rispetto della Direttiva Europea.

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Partecipa anche tu alla #SERR2015 … RIUTILIZZA ciò che non ti serve più portando nei negozi dell’usato tutto ciò che è ancora in buono stato. Qualcuno potrà riacquistarlo e riutilizzarlo.

Per trovare il mercatino dell’usato più vicino a te, consulta la mappa del riuso.

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Spesso non ci pensiamo, ma dietro un gesto semplice quale l’acquisto di un prodotto c’è un vero e proprio gesto politico. Etichette accattivanti, reclame coinvolgenti e promozioni “imperdibili” spesso mascherano sfruttamento e negazione dei diritti della persona, devastazione ambientale, sostegno a regimi politici impresentabili.
Per questo ti proponiamo alcuni semplici gesti quotidiani.

COMPRA PRUDENTE
In certi casi conviene evitare alcuni tipi di prodotti o materiali sintetici fabbricati da grandi complessi industriali. Diversi casi hanno dimostrato che spesso la legislazione è stata modellata sui desideri delle lobby economiche nascondendo i danni alla salute e all’ambiente.


COMPRA SINCERO
Evita i prodotti troppo reclamizzati. La pubblicità la paghi tu: quasi mezzo milione all’anno per famiglia. La pubblicità potrebbe dare un contributo a consumi più responsabili, invece spinge spesso nella direzione opposta.


COMPRA DI MENO
Non esistono prodotti ecologici, ma solo meno dannosi di altri. Ogni prodotto (anche un bicchiere d’acqua) comporta un invisibile zaino ecologico fatto di consumo di natura, di energia e di tempo di lavoro.


COMPRA LEGGERO
Spesso conviene scegliere i prodotti a minore intensità di materiali e con meno imballaggi, tenendo conto del loro peso diretto, ma anche di quello indiretto, cioé dello zaino ecologico.


COMPRA DUREVOLE

Buona parte dei cosiddetti beni durevoli si cambia troppo spesso. Cambiando auto ogni 15 anni, invece che ogni 7, ad esempio, si dimezza il suo zaino ecologico (25 tonnellate di natura consumate per ogni tonnellata di auto). Lo stesso vale per mobili e vestiti.


COMPRA SEMPLICE
Evita l’eccesso di complicazione, le pile e l’elettricità quando non siano indispensabili. In genere oggetti più sofisticati sono più fragili, meno riparabili, meno duraturi. Sobrietà e semplicità sono qualità di bellezza.


COMPRA VICINO
Spesso l’ingrediente più nocivo di un prodotto sono i chilometri che contiene. Comprare prodotti della propria regione riduce i danni ambientali dovuti ai trasporti e rafforza l’economia locale.


COMPRA SANO
Compra alimenti freschi, di stagione, nostrani, prodotti con metodi biologici, senza conservanti né coloranti. In Italia non è sempre facile trovarli e spesso costano di più. Ricorda però che è difficile dare un prezzo alla salute delle persone e dell’ambiente.


COMPRA PIÙ GIUSTO

Molte merci di altri continenti vengono prodotte in condizioni sociali, sindacali, sanitarie e ambientali inaccettabili. In Europa sta però crescendo la quota di mercato del commercio equo e solidale. Preferire questi prodotti vuol dire per noi pagare poco di più, ma per i piccoli produttori dei paesi poveri significa spesso raddoppiare il reddito.

COMPRA USATO!!!


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UN ALTRO MONDO E’ IN COSTRUZIONE…ANCHE NEL CARRELLO DELLA SPESA!

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OfficineZero è un progetto per il riuso delle Officine ex-RSI, uno spazio di produzione per i vagoni notte dei treni in un’area strategica di Roma, poco lontano dalla stazione di Tiburtina.

La fabbrica è stata chiusa nel 2008 ed acquistata da privati per un progetto di housing speculativo.

Per i lavoratori la prospettiva era la cassa integrazione così, in risposta allo stop della produzione e alla prospettiva di licenziamento, nel 2012 hanno occupato la fabbrica proponendo il riuso di quello spazio in funzione produttiva e autogestita.

Poco dopo si sono uniti a loro alcuni studenti romani e il progetto OZ ha, man mano, preso forma.

L’obiettivo è preservare il carattere produttivo dell’area e sfruttare edifici, conoscenze, mano d’opera e attrezzature per (r)innovare la fabbrica.

Nel 2013 è quindi, formalmente, partito il progetto OfficineZero:
ha come obiettivi la riconversione e rigenerazione dello spazio fisico delle officine, un complesso di capannoni destinati alla produzione ed edifici che avevano funzioni direttive, e un percorso di auto-organizzazione animato da figure produttive diverse che si combinano per inventare alternative alla crisi economica, sociale e produttiva che ci tocca in sorte.
Officine Zero nasce dalla convinzione che le competenze dei manutentori dei treni-notte possano essere RIUSATE per insegnare ad altri come recuperare oggetti dismessi (anche solo riparandoli) e formare una cooperativa che operi nel mondo del riciclo e del riuso.
Ormai in tutta Europa e pratiche di riduzione dei rifiuti producono nuove forme di economia, dove compatibilità sociale e ambientale sono inscindibili.

Il concetto di RIUSO diventa, quindi, centrale in tutto il processo e attraversa, trasversalmente, gli spazi, le competenze, le attività di produzione.
OZ fa dell’ economia del riuso il proprio punto focale.

Per la riconversione della attività all’interno delle Officine Ex-RSI si prevedono due fasi:
La Fase 1 è ancora una fase legata all’informalità- poiché ancora in assenza di autorizzazioni per il trattamento dei rifiuti- in cui dalla mappatura delle competenze già presenti, a partire tra gli operai ex-RSI, si possono avviare dei corsi di formazione pratica sul campo in settori come tappezzeria, falegnameria, elettrotecnica, lavorazione dei metalli etc. da sperimentare su beni in medio stato donati dalla rete degli svuotacantine coinvolti e dal territorio (in seguito all’avvio di una campagna di comunicazione).
Si affiancherà alla formazione pratica quella teorica in campo ambientale coinvolgendo associazioni ambientaliste e si potranno inoltre attivare percorsi di promozione di servizi di riparazione, manutenzione e allungamento della vita dei prodotti a domicilio contribuendo così a consolidare il rapporto col territorio.
La Fase 2 prevede un percorso di formalizzazione in cui far nascere come soggetto legale, in una qualche forma giuridica ancora da definire, il Centro di preparazione al riutilizzo e alla riparazione.

L’esperienza di Oz è iniziata alla fine del 2013 e, pur partendo come occupazione illegale, ha iniziato a costruire un dialogo con l’amministrazione pubblica.
La Regione Lazio ha dichiarato il progetto economicamente sostenibile e il piano di fattibilità convincente, impegnandosi quindi a sostenere interventi volti allo sviluppo dell’area; il Comune di Roma si è messo a disposizione per un tavolo di confronto interistituzionale.

Officine Zero conferma, quindi, il riuso come pratica intelligente, per lo spazio, per le persone e per il futuro della produzione.

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RIPARARE E’ MEGLIO CHE RICICLARE

Far durare maggiormente le nostre cose è più efficiente ed economicamente conveniente che non ricavarne materiali grezzi attraverso il riciclo.

RIPARARE AIUTA IL PIANETA

La terra ha risorse limitate e non possiamo condurre all’infinito un processo di produzione lineare.

Il modo migliore per essere efficienti è riutilizzare ciò che giò abbiamo.

RIPARARE /FA RISPARMIARE

Riparare invece che sostituire è gratuito e più economico. Ti fa risparmiare un sacco di grana!

RIPARARE TI INSEGNA L’INGEGNERIA

Il modo migliore per capire come funziona una oggetto e’ aprirlo.

SE NON SAI RIPARARE UNA COSA NON LA POSSIEDI

La riparazione connette persone e strumenti, crea legami che trascendono il consumo, aggiustare e’ sostenibile.

 

Insomma AGGIUSTARE…

ti connette alle tue cose

fortifica e incoraggia gli individui

trasforma consumatori in contributori

suscita orgoglio nei proprietari

da’ un’anima alle cose e le rende uniche

rende indipendenti

richiede creativita’

è gioia

è necessario alla comprensione delle cose

fa risparmiare soldi e risorse!

Il manifesto “IO AGGIUSTO” è a cura di Michela Tessari.

 

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