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Qualcuno (noi di SpazioRiuso inclusi) afferma che nei negozi dell’usato si prova un cambiamento culturale ed etico: il passaggio dall’idea di USA E GETTA a quella della SECONDA VITA, della sostenibilità, della cura per le cose e il rifiuto degli sprechi.

Eppure molte delle cose che possediamo e conserviamo spesso hanno per noi un valore legato a ricordi, esperienze, storie e persone.

Ecco che, allora, la vendita del proprio usato (o, peggio ancora, l’usato dei propri cari!) diventa uno spunto per riflettere su noi stessi, sul legame che abbiamo con le cose.

Mettendo in vendita il nostro usato dovremmo ricordare che i nostri affetti, le nostre storie, i nostri ricordi non sono per forza legati agli oggetti; se conserviamo una felpa di qualcuno ormai lontano, tenerla nell’armadio ad ammuffire difficilmente terrà vivi i bei ricordi… se ammettessimo che essi non sono legati alle cose…probabilmente armadi stracolmi e impossibili da chiudere troverebbero finalmente pace…e, attraverso i negozi dell’usato, noi e tanti altri potremmo trarre beneficio.

Sia chiaro, non parlo di svuotar cantine e portare nei negozi dell’usato ogni tipo di cianfrusaglie. Parlo di un libro che ci hanno regalato ma che già avevamo, di un vestito che non abbiamo più occasione di indossare, del bracciale che non ci piace più o delle cose di quando eravamo bambini.

Forse quelle sono le più difficili da cui separarsi, sono spesso legate a pezzi importanti e dolcissimi della nostra vita ma…. proprio il piacere che un bambino prova nell’usare un gioco dovrebbe spingerci a condividere la felicità che noi stessi -o i nostri figli- abbiamo provato utilizzando quegli oggetti. Sempre meglio che lasciarli prender polvere in soffitta.

 E i miei ricordi? quelli li porto con me, senza bisogno di trascinarmi dietro, ogni volta, enormi valigie.

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C’era una volta uno gnomo, che abitava nel bosco.

Il suo compito era proteggere la natura.

Era uno gnomo bambino a cui piaceva tanto giocare. Un giorno però successe una cosa: non riuscì più a entrare nella sua cameretta perchè era piena piena di giocattoli; sul tavolo, negli armadi, sotto il letto, sopra le librerie…non c’era più spazio.

Gnomo Rigioco non sapeva come fare, e si disperava al pensiero di dovere buttare via tutti questi giochi belli, funzionanti e tenuti bene. Decise di chiedere consiglio a Fata Arbolè. “Fata del bosco, cosa posso fare di tutti questi bei giocattoli che non uso più?” Fata Arbolè rispose: “La soluzione è semplice! Se sono giochi tenuti bene, funzionanti e puliti poi fare 3 cose: regalarli ad un amico oppure scambiarli con qualcuno. Esistono anche dei luoghi magici, dove le cose riprendono vita: sono i negozi dell’usato, dove puoi portare tutto ciò che può essere riutilizzato e trasformarlo in una risorsa.”

Gnomo Rigioco tutto soddisfatto tornò a casa felice di avere trovato una soluzione che rispetta la natura.

Puoi scaricare la storia di Fata Arbolè e Gnomo Rigioco qui

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